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Pesce e salute
Omega tre, questi (s)conosciuti

Queste quattro righe non hanno la pretesa di essere un trattato di medicina, né vogliono essere un ulteriore dissertazione (ne sono già state pubblicate abbastanza!) su quali siano le benefiche proprietà degli acidi grassi omega tre (ω3).
Se il lettore vuole approfondire l’argomento, sulla rete può trovare materiale scientifico aggiornato ed in abbondanza www.omegatre.it.

Noi vorremmo solamente dare, a chi legge, uno spunto di riflessione.
Quando un “qualche cosa” che viene dalla natura, si scopre che fa bene all’organismo, l’industria farmaceutica se ne appropria: coglie al volo l’opportunità economica e si attiva prontamente per far passare il “principio attivo” (così si chiama, tecnicamente il “qualche cosa”) attraverso le farmacie, dentro scatole colorate e sotto nomi evocativi.
Ad esempio: l’acido acetilsalicilico fu estratto per la prima volta nel 1828 da J. Buchner dalla corteccia amara del Salice Bianco (Salix alba), che era già usata da millenni per la cura delle febbri e dei dolori. Così prese forma e cominciò a diffondersi l’odierna Aspirina. E come l’acido acetilsalicilico, molti altri.

Non fanno eccezione a questa prassi gli acidi grassi ω3.
Come molti sanno, il “sospetto” delle loro proprietà nacque dall’osservazione che gli esquimesi quasi non sanno che cosa sia l’infarto del miocardio, grazie all’alimentazione a base di pesce.
Orbene, anche gli ω3, da anni, dentro a pilloloni lucenti e trasparenti, sono presenti nei cassetti degli armadi di molte delle nostre case.

Ma chiediamoci una cosa: assumere l’integratore o, in alternativa, nutrirsi di quegli alimenti particolarmente dotati di questa o quella sostanza è la stessa cosa?
Per il direttore del Dipartimento di prevenzione delle patologie cardiache del Tfts Medical center di Boston, Richard Karas, la cosa migliore, in termini di efficienza, è assumere i principi attivi benéfici, attraverso la normale alimentazione, con una dieta varia e sana. La realtà dimostra, invece, che molte persone scelgono di assumerli attraverso la pillola che li contiene. Ma, ribadisce Karas, l’effetto sull’organismo non è lo stesso. E, nel mondo scientifico, non è solo lui a pensarla così.

Un’altra considerazione su cui vale la pena di soffermarsi è che spesso il consumatore sottovaluta la composizione globale di questi integratori alimentari. A volte gli ω3 nella “perla” sono presenti a concentrazioni piuttosto basse (anche meno del 50%) e la quota rimanente è costituita da acidi grassi di altra natura.
L’olio contenuto, poi, dovrebbe essere dotato di buona biodisponibilità, cioè idoneo ad essere efficacemente utilizzato dal nostro organismo. Insomma, non è tutto oro quello che luccica, e nemmeno… “buon ω3″. Quindi, meglio prendere meno pillole presunte miracolose ed attenersi, invece, ad uno stile di vita sano ed un’alimentazione corretta.

E a questo punto arriva la riflessione di cui accennavamo all’inizio e la conseguente domanda: È da preferire un tristissimo bicchiere d’acqua ed una pillola di incerto effetto, oppure un appetitoso piatto di buon pesce, che so, “alla Mediterranea” (con pomodoro e basilico ndr), con ω3 “muscolosi” e magari bagnato da un fresco calice di Nettare di Bacco?
Quindi, meglio una capatina dal tuo pescivendolo di fiducia che non in farmacia.

Ma non solo Omega tre…
Negli ultimi periodi si parla tanto dell’omega tre, ma non dimentichiamo che nel pesce sono presenti in buona quantità anche i fosfolipidi, grassi importanti nella funzionalità nervosa.
Inoltre, il pesce rappresenta una delle maggiori fonti di proteine disponibili nella nostra dieta. Proteine che sono ad alto contenuto biologico e presenti per circa il 15-20%.
Esse, inoltre, risultano più digeribili, rispetto a quelle della carne, per la scarsa quantità di tessuto connettivo presente nel muscolo del pesce (per questo richiedono anche cotture più delicate).
I Sali minerali maggiormente presenti nei prodotti ittici sono il calcio il fosforo e lo iodio. La vitamina A è certamente la più rappresentata, ma rilevanti sono anche le concentrazioni di vitamine B e D.
Per far si che i preziosi nutrienti presenti nel pesce diventino nostri validi alleati nel mantenimento dello stato di salute, è consigliato il consumo del pesce almeno 2-3 volte a settimana.
Sempre fresco, naturalmente, ma meglio se già pronto da mangiare!!